Prima il dominio di un Paese. Poi la strategia per sbarcare in Occidente. Storia di una azienda che riassume la filosofia e la mentalità di un Paese: pensa al lungo periodo: mira a durare oltre un secolo

Jack ma si dimette

 

Lo aveva annunciato un anno fa: nel giorno del suo cinquantacinquesimo compleanno Jack Ma, il celebre imprenditore cinese che nel 1999 fondò Alibaba, si sarebbe ufficialmente dimesso dal ruolo di presidente esecutivo, lasciando il testimone all’amministratore delegato Daniel Zhang. A differenza dei politici Italiani Jack Ma è stato di parola.

Il secondo uomo più ricco della Cina – secondo le statistiche di Forbes – con un patrimonio netto di 37,3 miliardi, continuerà comunque a far parte del consiglio di amministrazione della società fino al 2020, e rimarrà membro a vita della Alibaba Partnership, gruppo selezionato (sono in 36) che ha, tra i suoi compiti, quello di nominare la maggioranza dei membri del Consiglio di amministrazione.

Per il resto, seguendo l’esempio di Bill Gates, suo modello da sempre, si dedicherà ad attività di tipo prettamente filantropico con la sua fondazione benefica, la “Jack Ma Foundation”, creata nel 2014 e focalizzata su progetti di sviluppo nelle campagne cinesi. (Obbiettivo che ha sempre avuto Allibaba dall’inizio)

«Non è la fine di un’éra, ne la fine del mondo», ha detto. Nonostante la decisione fosse stata presa con largo anticipo, alcuni hanno avanzato l’ipotesi che le crescenti pressioni del partito comunista cinese abbiano accelerato una scelta già programmata. Di sicuro non mancheranno le sfide a chi prenderà il suo posto: l’economia rallenta, altri concorrenti avanzano, la guerra commerciale con gli Usa ha cominciato a lasciare il segno. Ma il 10 settembre è la Giornata dell’Insegnante in Cina. E per Jack Ma, che ha iniziato la sua carriera come professore di inglese, la coincidenza non sarà sembrata casuale.

Alibaba, gigante dell’e-commerce cinese e creatura di Jack Ma, in cui viene descritta la storia dalla sua fondazione mettendo in risalto la personalità del suo fondatore, lo stile di pensiero (un mix tra capitalismo occidentale e filosofie cinesi) e soprattutto, gli obiettivi di lungo periodo . Che ci riguardano tutti. Jack Ma, un uomo che ha saputo vedere lontano e che oggi viene definito da molti un visionario dell’epoca moderna

Come spiega Rodrigo Cipriani Foresio, managing director di Alibaba per l’Italia (e Spagna, Portogallo e Grecia), ormai oltre il 79% delle transazioni avviene «via smartphone o tablet», creando la più grande rete di commercio al mondo, tra imprese e imprese.

Ospite della 33esima edizione de Linkontro, il meeting della grande distribuzione organizzato ogni anno dalla Nielsen, Cipriani Foresio illustra gli obiettivi di Alibaba per il futuro. Allargamento all’Europa, proprio grazie all’apertura della base commerciale italiana, ma soprattutto accentramento sul sud-est asiatico. «È lì che si guarda. Ed è lì che si battaglia economica dei prossimi anni». Alibaba lo ha fatto acquisendo, nel 2016, Lazada, impresa di e-commerce con base a Singapore. L’Europa sarà sempre più marginale? Non è detto, ma «dall’occidente, e anche dall’Italia, i cinesi si aspettano soprattutto qualità. Soprattutto nel settore del food, che è rinomato ovunque, ma anche del lusso».

“I soldi non si fanno cacciando le balene, ma pescando gamberetti”. Lo diceva Forrest Gump, ma lo pensa anche Jack Ma (alias Ma Yun), fondatore del colosso Alibaba, la più grande azienda di e-commerce del mondo. Si tratta di un gigante capace di fatturare di 5,6 miliardi di dollari nei soli primi quattro mesi del 2017, e il giro d’affari per tutto l’anno è, invece, di ben 547 miliardi di dollari. Tutto online, anzi: via mobile.

Per chi di voi non avesse già avuto modo di ascoltarlo, ecco un discorso molto importante fatto da Jack Ma.

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