Burnout.

Apr 23 , 2019

Burnout.

Prima o poi ci passiamo tutti.

Un giorno ti svegli e non ti senti più te stesso.

Il burnout, se non dovessi saperlo, è un cedimento… Totale.

Mente e corpo non si trovano più in sincronia con la tua persona, ti trovi a dubitare di tutto e tutti. Metti tutti in questione. Credi di non essere più adatto. Pensi di non farcela più.

Ti senti vivo in un corpo morto.

Sai come faccio a saperlo?

Ne sto uscendo ora.

La mattina di qualche settimana fa mi svegliai come qualsiasi altro giorno.

Ero carico, feci colazione e presi gli integratori per la palestra.

Mi ero costruito una routine mattutina davvero eccellente. Mi motivava, mi rafforzava e mi rendeva davvero fiero di me stesso.

Eppure quella mattina era diversa.

Mancava poco meno di mezz’ora alla mia classica sessione di attività fisica.

L’idea di doverci andare mi turbava. Pensai che fosse per l’inizio della primavera e della allergia che mi accompagna sempre in questo periodo. Nel mentre avevo altre cose da sbrigare. Dovevo abbozzare degli articoli, gestire l’avvio di due progetti e delegare i compiti ai team. Nel mentre, in tutto questo, essendo il testimone di nozze di una coppia di amici, dovevo anche organizzare tale evento.

Non poteva capitare momento peggiore per far resuscitare vecchie passioni e mettere in discussione tutti i progetti al quale stavo lavorando attualmente. Avevo un conflitto di interessi tra passione e business. Disastro.

Mi trovavo ad essere una marionetta. Qualsiasi opinione mi indirizzava verso un altro pensiero proprio come i fili della marionetta ne dettano i movimenti. Non ero più io.

Non ero in grado di identificare le priorità. Tutto sembrava piatto e ad un livello tale da non suscitare il giusto interesse. Stavo morendo dentro.

Questo burnout è quasi stato la causa della mia resa… Ma noi Winner non ci arrendiamo, giusto?

Devo essere sincero.

Pensavo di essere invincibile.

Avevo già sentito parlare di Burnout, di come ti cambiasse, di come ti facesse dubitare di tutto e tutti e di come in realtà sia pericoloso, soprattutto a livello mentale.

Eppure pensavo di esserne immune e ho fatto uno degli errori più grandi che una persona possa commettere. Sovraccaricarmi.

Ricorda, la salute viene prima. Mentale… Fisica… La salute è tutto.

Perché ho scelto un esempio personale per spiegarti perché il burnout è una questione davvero importante e da non sottovalutare?

Semplice, credo fermamente che per far capire un discorso così delicato ed importante ci sia bisogno di empatia. Credo che serva una storia vera, vita vissuta. Credo che un esempio o una descrizione copiata da Wikipedia siano cose banali che non ti facciano capire davvero il concetto. Sono piatte… vuote.

Devi sapere che il burnout succede a tutti prima o poi e per i motivi più disparati. Succede alle persone d’affari come alla madre di famiglia, succede allo studente universitario così come al primario di un ospedale.

Nessuno ne è immune.

Ma come possiamo tutelarci?

Non credo ci sia una tutela, a volte non ci rendiamo conto di mettere sotto stress il nostro fisico e la nostra mente ed il burnout ne è solamente la diagnosi finale.

Possiamo affievolire il tutto però.

Possiamo evitare di caricarci di problemi e responsabilità che non ci competono. Possiamo evitare situazioni che non ci appartengono. Meglio un No oggi che una settimana d’inferno domani.

Dobbiamo imporci delle priorità e rispettarle. Noterai come risulta fondamentale, a seguito di ciò, categorizzare le priorità in urgenze.

Conosci la “Matrice di Eisenhower”?

SI? NO? Non importa.

Nel caso tu voglia imparare qualcosa di nuovo (Come un buon Winner) o che tu voglia semplicemente rinfrescarti le idee o approfondire (Anch’esso da buon Winner) ne parlo in un altro articolo basato proprio sulle priorità! (Articolo priorità qui!)

Tornando a noi.

Fai solamente quello che devi fare e che ti compete. Non caricarti di stress altrui.

Essere magnanimo e buono è un conto ma rimetterci la pelle è un altro. That’s it!

In ogni caso, giustamente ti chiederai…

Ora che ho capito di essere in burnout, come ne esco?

Sarò Franco, anche se mi chiamo Manuel! … (Me la passi per buona, vero?)

Ognuno deve trovare il suo stato zen, la sua fase neutra. Tornare alle origini e scaricare le tensioni.

Sarebbe bello se ci fosse una pennetta usb dove scaricare le memorie e i pensieri in surplus ma non esiste, quindi pensa bene a cosa davvero ti fa tornare spensierato e te stesso.

Cos’è quella cosa che ti permette di ritrovare la tua pace interiore?

Per me è stato giocare a dei videogiochi di parecchi anni fa assieme all’isolamento.

Mi sono estraniato dal mondo, mi sono chiuso in un mondo virtuale e ho lasciato sparire stress, tensioni e pensieri.

Per molti altri potrebbe essere qualcosa di più profondo o legato alla natura.

Un giro tra i monti disperso nel nulla, tornare a trovare la propria famiglia lontana e prendersi una settimana totale di relax, andare alle terme e fare una sauna e chi più ne ha più ne metta.

Io non sono te e non so quale sia il tuo stato zen. Sei tu che devi saperlo.

Una volta che lo trovi, immergiti totalmente nella situazione.

STACCA LA SPINA.

Renditi irraggiungibile per un po’ di tempo. Portati meno tecnologia possibile e se riesci portati solamente lo stretto necessario assieme a te.

Evita pensieri relativi alle situazioni che ti hanno portato ad essere in burnout. Cambia subito pensieri.

Una volta che vedi qualche miglioramento prenditi dell’altro tempo e metti in questione le tue priorità.

Inizia un cammino di “riabilitazione” ed evita assolutamente di ricominciare come un treno.

Vedila come un rientro da un infortunio. Non vorrai davvero tornare a fare una maratona di 40km il giorno dopo che il medico ti dia l’ok per ricominciare a camminare, no?

Lo so, non è il solito articolo Winner che pensavi di trovarti di fronte.

Ma sai cosa. Ne avevo proprio bisogno e penso che servirà pure a qualche buon’anima in futuro e questo è ciò che fa un Winner.

Aiuta le persone con lo stesso Mindset ad affrontare la vita così per com’è… Una sfida.

Una sfida per la vetta composta da gradini che se superati da soli costituiscono una pietra miliare personale, mentre se superati insieme diventano un ricordo da tramandare ad una prossima generazione.


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